Venezia, dove i linguaggi della cultura si incontrano

Alla Mostra del Cinema, il DiAC ha portato un’idea di cultura che vive di linguaggi diversi e delle connessioni tra loro. Un intreccio che trova nella Mostra uno spazio naturale di incontro tra cinema, creatività e nuove progettualità culturali.

Venezia, dove i linguaggi della cultura si incontrano

Si è conclusa l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Al Lido, il DiAC ha portato una visione della cultura fatta di connessioni: tra cinema e nuovi linguaggi, formazione e sperimentazione, creatività e nuove generazioni.

Dal 2 al 12 settembre, Venezia è tornata a essere uno dei grandi punti d’incontro del cinema internazionale: un luogo attraversato da storie, immagini e visioni, ma anche uno spazio in cui esplorare nuovi modi di creare, vivere e condividere la cultura. In questo scenario si è inserita la presenza del DiAC – Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, rappresentato dal Capo Dipartimento Massimo Osanna anche all’inaugurazione di Casa Cinema Giovani, il primo spazio nazionale della Mostra interamente dedicato ai giovani e alle progettualità del Piano Cinema e Immagini per la Scuola. Proiezioni, laboratori, percorsi formativi e incontri hanno trasformato lo spazio in un luogo di partecipazione, dove vivere il cinema non soltanto da spettatori.

E a Venezia le storie hanno superato anche i confini dello schermo. Con Venice Immersive, giunta alla sua decima edizione, 68 progetti provenienti da 26 Paesi hanno esplorato le nuove frontiere della narrazione attraverso realtà virtuale e mista, video immersivi, mondi virtuali e installazioni XR. Sull’isola del Lazzaretto Vecchio, immagini, suoni e ambienti digitali hanno trasformato lo spettatore in parte dell’esperienza.

Giovani, nuovi pubblici, tecnologie e linguaggi che si contaminano: esperienze diverse che raccontano una stessa direzione. Per il DiAC, essere a Venezia ha significato connettere linguaggi e visioni, valorizzare la cultura italiana e accompagnarla verso nuove forme di creazione, partecipazione e racconto.