Un viaggio lungo secoli, attraverso pagine, immagini e storie che appartengono alla memoria culturale del Paese. È stata inaugurata oggi, 22 ottobre 2026, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, “Tesori. Il patrimonio della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma”, la mostra che celebra i 150 anni dalla sua istituzione.
All’inaugurazione sono intervenuti Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura; Paola Passarelli, Direttrice generale Biblioteche e istituti culturali; e Stefano Campagnolo, Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Al termine dei saluti istituzionali, i curatori hanno accompagnato il pubblico alla scoperta del percorso espositivo.
Oltre cento opere, alcune mai esposte prima, compongono un racconto tra manoscritti, libri antichi, cartografie, collezioni grafiche e documenti letterari, arricchito da installazioni multimediali.
Dai codici medievali alle prime edizioni di Giordano Bruno
Il percorso prende avvio dai tesori più antichi della Biblioteca. Tra questi, le Confessioni di sant’Agostino del VI secolo, il più antico e completo testimone dell’opera, e preziosi manoscritti miniati umanistici realizzati per pontefici e cardinali, come il Salterio di Sisto IV.
Il racconto prosegue con la collezione di incunaboli, le edizioni stampate da Aldo Manuzio e alcuni esemplari di assoluta rarità, tra cui le prime edizioni delle opere di Giordano Bruno.
Mappe, immagini e libri come oggetti d’arte
La mostra attraversa anche le Collezioni Cartografiche, della Grafica e la Romana. Tra le opere esposte figurano il Planisfero di Pareto del 1455, l’Indicatore della Qibla – con la prima rappresentazione nota dell’America in una mappa araba – e le vedute di Roma, da Nolli a Liverani fino a van Wittel.
Le Collezioni Orientali e Africane aprono lo sguardo al dialogo tra culture e continenti, mentre le legature storiche restituiscono un’altra dimensione del patrimonio custodito dalla Biblioteca: quella del libro come oggetto d’arte.
Da Leopardi a Pasolini e Calvino
Il viaggio arriva quindi alla letteratura moderna e contemporanea. L’Ottocento prende voce attraverso Giuseppe Gioachino Belli, un Leopardi più intimo e un singolare cimelio dannunziano.
Il Novecento è raccontato attraverso eccezionali documenti di Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini e, per la prima volta, dai manoscritti di alcune delle opere più importanti di Italo Calvino, concessi in comodato dalla casa editrice Mondadori e presentati insieme ai materiali delle nuove acquisizioni.
Una Biblioteca, 150 anni di memoria viva
La mostra si sviluppa in tre ambienti: dalla sala espositiva dedicata ai tesori più antichi alla navata centrale, dove i documenti d’archivio ripercorrono la storia dell’Istituto, fino alla Sala Italo Calvino, che accoglie il percorso dedicato al Novecento letterario.
Era il 14 marzo 1876 quando Roma, capitale d’Italia da appena cinque anni, apriva la sua grande Biblioteca nazionale. Il nucleo originario nacque intorno alla Bibliotheca Major dei Gesuiti e alle oltre 70 raccolte conventuali confluite al Collegio Romano dopo la soppressione delle corporazioni religiose del 1873: circa 300.000 volumi che costituiscono ancora oggi il cuore antico dell’Istituto.
Da allora la Biblioteca ha continuato a crescere, trasformando il patrimonio ricevuto dal passato in una memoria viva e accessibile, al servizio di studiosi, studenti e cittadini.
Tesori racconta questa storia e, insieme, guarda oltre: ciò che viene custodito acquista nuovo significato quando torna a essere incontrato, letto, studiato e condiviso.
Informazioni per la visita
“Tesori. Il patrimonio della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma” è visitabile gratuitamente fino al 2 aprile 2027 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, in viale Castro Pretorio 105.
Orari
- lunedì–giovedì: 9.00–18.30
- venerdì: 9.00–14.00